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L'anno scorso pensavo che... quest'anno invece la penso così!


L'anno scorso in questo periodo ho scritto un pezzo in cui parlavo della necessità interiore di non aspettarsi nulla dal nuovo anno per non correre il rischio di rimanere delusi.

Quello che sta per concludersi non è stato un anno qualunque. Non possiamo dire che non ci abbia lasciato nulla. Nel bene o nel male, qualcosa ci ha sicuramente lasciato. Fossero anche solo cicatrici, sono sempre segni che dobbiamo imparare ad accettare e fare nostri.

Per quanto mi riguarda, quest'anno, nonostante tutte le restrizioni del caso, mi ha dato davvero tanto. 

Ho stretto rapporti di amicizia con persone straordinarie che, ognuna a proprio modo, hanno saputo farsi spazio nella mia vita per insegnarmi qualcosa, per darmi un pezzo di loro e per farmi sentire che non ci si può mai sentire arrivati... perchè in fondo (grazie a Dio) c'è sempre qualcosa da imparare. E non bisognerebbe mai sentirsi paghi di apprendere.

Quest'anno mi ha insegnato che non aspettarsi nulla non è la strada giusta da percorrere nel momento in cui decido di affrontare la mia vita in modo passivo. Lasciando che le cose mi succedano ed autoconvincendomi che io non possa fare niente per cambiarle.

E' vero, quest'anno avremmo potuto fare ben poco per cambiare le cose: siamo stati letteralmente investiti da una cosa talmente grande che "cambiarla" era impossibile. Abbiamo dovuto accettarla.

Ma decidere come reagire a una cosa del genere, questo sì potevamo sceglierlo. E io ho scelto di non rimanere passiva. Ho scelto di rimanere attiva lavorativamente senza mai mollare un centimetro. Ho scelto di aiutare i miei colleghi, per quanto mi è stato possibile, affinchè anche loro non cedessero. Ho scelto di stare accanto alla mia famiglia e di non far sentire mai nessuno abbandonato o dimenticato.

Scegliere di reagire, di creare le opportunità che ci possano portare a raggiungere i nostri obiettivi, credere di potercela fare con le proprie forze e (perchè no?) con l'aiuto delle persone che ci sostengono, non è essere parte passiva della propria vita.

Non aspettarsi nulla dal nuovo anno non ci mette al riparo da delusioni e amarezze.

Ma affrontandolo attivamente, mettendoci in prima linea per far sì che quel qualcosa accada, per far sì che quel traguardo si metta sulla nostra strada, questo è il modo giusto per affrontare la vita.

Perchè diciamocelo, non aspettarsi nulla è anche molto comodo in fondo. Mi permette di sentirmi giustificato se non do il massimo, mi permette di rimanere estraneo alle sconfitte, ma neanche mi mette in gara. Se non provo, non so se potrò riuscirci.

E parlo per prima in tal senso. Io che ho sempre dribblato una cosa in particolare perchè l'ho sempre considerata al di sopra delle mie possibilità. Mi sono sempre detta che non ce l'avrei mai fatta perchè così ero stata abituata a credere. Ho dato per scontato che le cose stessero così e che non sarebbero potute cambiare mai.

Poi ieri una persona mi ha detto: se lo faccio io, puoi farlo anche tu. Ho accettato, solo per veder fare a questa persona quello che poi ha fatto, nella maniera più naturale possibile. Con la consapevolezza che "o la va o la spacca, ma almeno ci ho provato!".

E ora che abbiamo stretto questo patto e non posso più tirarmi indietro, sulla mia "to do list 2021" c'è un elemento in più. Che mi spaventa terribilmente. 

L'anno scorso avrei detto: non lo faccio e non lo farò mai così sono certa di non incorrere in un fallimento.

Mia figlia di 10 anni mi ha insegnato che posso farlo. Basta crederci. E LEI crede in me. 

Forse posso farlo anche io.

Magari provarci mi porterà ad aprire nuove porte, ad imboccare nuove strade... possibilità che fino a poco fa mi ero preclusa. Non so cosa accadrà questo nuovo anno.

Ma di sicuro non voglio rimanere a guardarlo dietro il vetro della mia finestra.

Ogni nuovo mattino uscirò per le strade cercando i colori (Cesare Pavese).

Fate che sia l'anno del vostro cambiamento. Date vita a quel cambiamento e poi prendetene attivamente parte. Non rimanete fermi a guardare un altro anno che se na va identico al precedente.

Perchè quell'anno, nessuno ve lo restiuirà. E so che probabilmente ci fareste la firma a non rivivere in toto un altro 2020! Ma siete sicuri che non ci sia stato proprio niente da salvare in questo?

E tu, cosa hai fatto per far sì che fosse un anno da ricordare? Avresti potuto fare di più?

Sei ancora in tempo per cambiare le cose.

Buon Nuovo Inizio.

Tempo con i figli... il miglior tempo del mondo!




Ieri, come sempre ma un pochino più del solito, è stata una giornata molto piena ed impegnativa. Ma anche e soprattutto ricca di gratificazioni!!!
La mattina, dopo aver portato la Kikka a scuola, sono andata in negozio e ci sono rimasta come di consueto fino alle 12.30. Alla chiusura ci siamo recati al supermercato per fare la spesa, poi a casa, sistemata la spesa e cucinato il pranzo. Alle 14.00 Kikka esce da scuola, si va a prenderla, a casa ci si risistema un pochino e si rassetta la cucina. Poi via ai colloqui scolastici alle 15.00, terminati intorno alle 16.00. Pomeriggio di sole splendido… non ci vogliamo fermare un pochino al parco a giocare? E certo! Quindi parco fino alle 17.00 circa. Di ritorno a casa, compiti e cambio di abiti. Alle 18.00 in palestra per la lezione di Kikka di ginnastica ritmica. Termine lezione alle 19.30, a casa per la doccia e la cena… e finalmente un po’ di relax.

Le gratificazioni direte voi… da che parte sono arrivate? Ma ovvio, dai colloqui scolastici della Kikka!

“Sua figlia è intelligente, precisa, ordinata, entusiasta, gentile ed educata. Ma soprattutto curiosa! Curiosa di sapere, di imparare, di conoscere… una sana curiosità che la rende sempre entusiasta di intraprendere nuove attività”.

Che dire? Mi stavo letteralmente sciogliendo sulla sedia! Kikka, sangue del mio sangue, la cucciola che fino a qualche anno fa tenevo in braccio, ora va a scuola, e ci va a vele spiegate!

Di qui la mia riflessione sul “tempo”.

Tempo che scorre e non aspetta niente e nessuno. Tempo che non perdona e non dimentica!

Come diceva Petrarca: “La vita fugge e non s’arresta un’ora…”.

Ed io ho il grande privilegio di veder crescere mia figlia, di accompagnarla, seguirla, starle accanto nel corso della giornata. Ho la grande, immensa fortuna di poter trascorrere la giornata con lei, aiutarla, stimolarla, vederla apprendere, imparare, capire.

Posso giocare con lei, leggere, costruire, inventare o, semplicemente, guardare un dvd… cercando di assaporare ogni suo gesto, ogni parola, ogni sua scoperta ed ogni ragionamento. Osservarla fare i compiti e sorprendermi di cotanta intelligenza ed intuizione… ma anche noi eravamo così da piccoli? Ho l’impressione che i bambini di oggi siano molto, ma molto più avanti in tutto.

Il loro essere così “sgamati” a volte è sorprendentemente destabilizzante!


Gli argomenti di cui mi chiede, di cui si interroga, nonostante la sua giovane età, mi lasciano a volte senza parole. Ma ho imparato a non sviare il discorso, ad affrontare i suoi quesiti subito, senza rimandare, per non lasciarle intendere che si tratta di cose “da grandi” o di cose che io non so. Amo essere il suo punto di riferimento, se le negassi una risposta o se la rimandassi, potrebbe interpretare che io non la sappia e io voglio che trovi sempre in me la risposta ai suoi perché. Non perché io sia onnisciente o perché io ne sappia una più del diavolo. Ma semplicemente perché sono la SUA MAMMA. E lei deve sapere sempre di poter contare su di me, per qualunque cosa.
Il fatto poi che si chieda se ha ragione la maestra di scienze, circa le origini dell’uomo, o la maestra di religione, con la storia di Adamo ed Eva… beh, la dice lunga sulla sua intelligenza e curiosità. E io tra me e me penso: siamo solo all’inizio con le domande!

Poi le sorrido e mi convinco anche che non voglio perdermene nemmeno una di queste sue domande… cercherò per quanto mi sarà possibile di assecondare la sua personalità, di farla fiorire e mai di tarparle le ali. Quando un giorno sarà pronta, spiccherà il volo. Spero che quel giorno sia ancora lontano… perché ho ancora immenso desiderio di stringerla forte a me e di proteggerla all’interno del nido!